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Scacia minacia la Lara la va a la cacia!Vola come una farfalla e Pungi come un'ape! April 21 H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008 Mentre nel paese imperversano discussioni sull'eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca. FATE GIRARE : METTETENE A CONOSCENZA PIÙ GENTE CHE POTETE essere consapevole di quel che accade nel nostro paese non è mai abbastanza. February 11 Stato opportunista e spregiudicato(...)Eluana è un pretesto – sì, l'ho detto, non lo dirò più – per fare affari, per sistemare pratiche, per moltiplicare l'impunità, per dare la spallata definitiva alla giustizia.
Infatti, non è affatto in discussione il salvataggio o meno di una vita che, iniziate le procedure, seguirà il suo corso. Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco. E' un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l'idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi al controllo del Parlamento medesimo, io credo che finisce all'istante lo Stato di diritto, finisce all'istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all'istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze.(...continua...) Marco Travaglio January 21 Non dovrebbe essere difficile capire.....Quando devo andare dal parrucchiere io prendo un appuntamento.
Quando devo andare a fare il tagliando per la macchina prendo un appuntamento.
Quando devo andare dal commercialista prendo un appuntamento.
Allora mi domando.
Quelli che si presentano senza appuntamento e chiedono "disturbo? dovevo prendere un appuntamento? ah guarda solo 5 minuti...."
Ecco queste persone qua, ma quanto sono stronze, ignoranti, cafone!!!!!???? E soprattutto, dove cazzo pensano di vivere????
Oltretutto, cosa pensano che facciamo noi comuni mortali tutto il giorno in ufficio? Ci giriamo i pollici?
No!
Ci grattiamo i maroni?
Nemmeno!
Sembrerà strano, ma noi lavoriamo e non possiamo permetterci di essere disturbati con delle cazzate del tipo "Ti ho portato una cosuccia da aggiornare nel sito....è semplice ma vorrei spiegartela......"
Non me ne frega una minkia di cosa mi vuoi spiegare, ne ho altre mille prima di te e Cazzo mandamela per email e smetti di farmi perder tempo coglione!
Io odio chi pensa di non disturbare quando si presenta in un ambiente di lavoro senza appuntamento. Ed odio ancora di più coloro che credono sia un loro diritto venire a rompere i coglioni a qualsiasi ora per cose che potevano essere spiegate semplicemente per email o per fax.
Avete rotto i coglioni. November 04 La ragazza che saltava nel tempo
di: Mamoru Hosoda del 2006
con: Riisa Naka, Takuya Ishida, Mitsutaka Itakura, Ayami Kakiuchi, Mitsuki Tanimura, Sachie Hara, Yuki Sekido.
Prodotto in Giappone.
Durata: 98 minuti.
Trama
La vita ordinaria di Makoto Konno viene turbata da un inaspettato potere: quello di “viaggiare” indietro nel tempo a suo piacimento a seconda della forza con cui salta nello spazio. Makoto inizia ben presto a sfruttare questo potere con troppa disinvoltura tanto da ricorrere al “viaggio nel tempo” per rincorrere e prevenire i piccoli incidenti quotidiani. Questo gioco incosciente lascia però pian piano intravedere l’importanza di ogni singolo istante della vita, da non sprecare ingenuamente proprio perché imprevedibile.
L'ho preso alla fiera ma ancora non l'ho visionato, mi dicono sia un capolavoro.... qualcuno di voi può darmi conferma? Appleseed - the movie
Film Giappone 2004 October 29 LUCCA COMIX&GAMESVi aspetto numerosi all'attesissimo evento annuale di tutti gli amanti del fumetto, del manga, degli anime e dei games in generale! LUCCA COMIX&GAMES dal 30 ottobre al 2 novembre 2008 Io lavorerò nel solito stand di gadgets nel padiglione games, fra i costumi medievali e i giochi di ruolo! Venite a salutarmi!!!!!!1 October 10 Fratello OrsoFratello Orso, Sorella Luna, Carnefice uomo. L’agente Smith di Matrix descriveva l'uomo come un virus. Sapeva quello che diceva. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro. Ma perché le donne in tv urlano così?"Sono tutte uguali: Ventura, D’Amico perfino Luxuria. Il video è fatiscente"
ALESSANDRA COMAZZI
TORINO È d’accordo anche lei, signor Vaime, sulla bruttezza della tv? O dirlo è solo l’ultima moda scatenata dalla potenza comunicativa di Fiorello? «Ma quale moda. Fiorello ha ragione e fa bene a starne fuori: il suo talento non può che giovarsene. Io trovo la tv fatiscente, quando non putrescente». Perbacco, che giudizi. Ma Enrico Vaime, dall’alto dei suoi 200 programmi realizzati, tra cui Quelli della domenica, alcune Canzonissime, Tante scuse, per non parlare dei libri e di musical, sente di poterseli permettere. Lui che entrò in Rai nel 1960, vincendo uno di quei mitici concorsi che poi non si fecero più. Da tempo conduce Black out su Radio2Rai e, su La7, Anni luce e la rubrica di Omnibus, Traffico & Traffici. E dunque, perché fatiscente? «Perché è fatta da chi non la sa fare. Basta passare di lì e si diventa popolari. È fatiscente perché noi autori non abbiamo avuto la forza di difendere la nostra professionalità. Perché abbiamo consentito che imperassero i format. Perché la politica ha creato uno sconquasso, trasformando i committenti in meri esecutori di volontà, politiche per l’appunto, o di mercato». Colpa delle tv commerciali o dalla Rai? «La tv commerciale ha massacrato il mezzo, considerandolo come un qualcosa da sfruttare, che non deve migliorare la gente ma far vendere saponette. Però, che siano commerciali le emittenti private è meno grave; che lo sia la Rai è gravissimo. È come se la Chiesa facesse concorrenza al circo. Anche se, a ben pensarci, talvolta la fa. Il povero Popper, che auspicava una sorta di “patente" per la tv, se avesse visto come andava a finire avrebbe scritto altro». In che modo è cambiata la committenza? «Quando ho cominciato io i committenti erano Sergio Pugliese, Peppino Patroni Griffi, Dudù La Capria, Aldo Nicolai, Fulvio Palmieri, tutte persone che conoscevano l’arte e il suo stato. Poi scalzati da prigionieri catturati durante le retate nelle sagrestie e nelle segreterie dei partiti e fatti lavorare in tv, senza nemmeno cercare i migliori. I dirigenti Rai un tempo guardavano il programma e ti dicevano subito se funzionava o no. Adesso tutti aspettano i risultati Auditel». Non c’è spesso Del Noce, ormai ex direttore di Raiuno, seduto in prima fila? «Del Noce è un caso umano, che ci vuole fare? Era un bravo giornalista, poi è stato preso di peso dalla politica e messo a fare un altro mestiere. È capitato a tanti. Stando nei nuovi posti, qualcosa acquisiscono: a quel punto li spostano. Una volta le idee si comunicavano ai dirigenti; si discuteva e si arrivava al programma. Adesso, quand’anche un autore avesse qualcosa in mente, non sa neppure a chi dirlo. Sono i produttori esterni che trattano con la Rai: ma niente hanno a che spartire con la Rai, se non il malloppo». Anche se arrivano dall’esterno, non potrebbero essere programmi buoni? «Se li sapessero fare. E li sapessero scegliere». Il pubblico generalista diminuisce, però ce n’è sempre tanto. La quantità non dimostra che i dirigenti attuali hanno ragione? «Non è vero che i programmi sono così perché li vuole la gente. Non è vero che la tv la fa il pubblico. La gente vorrebbe di meglio e, non trovandolo, si rassegna. Nessuno rischia, c’è paura di sbagliare. Con il format sembra di rischiare meno: questo programma ha funzionato in Lussemburgo... Capirai!» Lei che cosa guarda? «A volte mi impegno per seguire un varietà. Spesso mi addormento durante i titoli di testa, quando vedo sette autori che lavorano sul format. La Clerici ci ha messo anche il suo fidanzato. D’altronde, perché lo devono fare solo gli uomini?» E davanti a che cosa non si addormenta? «Guardo i tg e le trasmissioni giornalistiche. Le quali, checché se ne dica, sono ancora quelle fatte meglio. Sono sopportabili. Poi seguo Fazio». Che cosa non sopporta? «I programmi con intenzioni pedagogiche, sociali, Il treno dei desideri. La tv intesa come una befana dispensatrice di tranquillità e di bontà. Questa è una mascalzonata. La tv potrebbe fare del bene informando. E non lo fa». Carràmba? «Mi viene voglia di vedere se fuori ci sono ancora i tedeschi. Brava la Carrà, per carità, però, mamma mia che roba vecchia». Zelig? «Ormai racconta solo barzellette, nonostante Gino & Michele siano due professionisti veri». Paolo Bonolis? «Un grande talento. Forte. È ondivago e non deve avere un buon carattere ma è il più televisivo di tutti, anche più di Fiorello». Le donne? «Avere la Cortellesi e non farle fare una prima serata è una follia. È una follia non aver lasciato emergere i talenti femminili. In tv le donne sono tutte uguali, anche Luxuria sembra una donna. Quelle che ci sono urlano, dappertutto, la Ventura, la D’Amico». I reality? «Fanno perdere la dignità. Ma forse siamo proprio così come ne veniamo fuori. Questo mi innervosisce». E lei, Vaime, lo farebbe ancora un programma in prima serata? «Dovrebbe essere un varietà di un’ora, a dimensione umana. Ma forse no, non lo farei. Sa, io sono uno che dice sempre la verità. Anche a costo di mentire». |
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