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日志


7月2日

La favolina del lupo e dell'agnello

 
"Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò."
Fedro
La favola di Fedro è l'Italia di oggi.
 
11月23日

dietro la maschera

"...il nemico ha soltanto immagini ed illusioni, dietro cui nasconde i suoi veri motivi, distruggi l'immagine e spezzerai il nemico"
10月30日

Voce del verbo Fare

«Finché non ci si impegna, allora regnano l’esitazione, la possibilità di tirarsi indietro, e sempre l’inefficacia. A proposito di ogni gesto di iniziativa, c’è una verità elementare, ignorare la quale vuol dire uccidere un’infinità di idee e splendidi progetti: nel momento in cui ci si impegna definitivamente, allora anche la Provvidenza inizia a muoversi. Cominciano a succedere cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Un intero flusso di eventi scaturisce dalla decisione, portando a favore di chi si impegna ogni sorta di accadimento imprevisto, ogni incontro, ogni assistenza materiale, come nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Qualsiasi cosa puoi fare o sogni di poter fare, comincia a farlo. Nell’ardimento ci sono genio, potere e magia. Comincia. Ora.» [Goethe]
3月19日

Soldi...

I soldi vanno e vengono, a me che me ne fotte!
 
(Henry Silva, Napoli Spara!)
1月21日

Foto di Gruppo


"Troppo stanco per dormire, come Pellico mi metto a scrivere memorie su memorie per reprimere la voglia insoddisfabile di pormi dubbi irrisolvibili circondato da un deserto di inquietudini, le conoscenze non le riconosco, su alcuni cresce il muschio di qualcuno rimane solo il teschio, certi amici non li vedo più non li sento nemmeno, pensando a loro mi ricordo invano, ricordi talmente sparsi che non possono più collegarsi, presto o tardi andranno persi nella banalità di chiacchiere, dentro la complicità di foto e lettere, mai promettere se non sei in grado di mantenere, guardacaso più scrivo più temo di non averlo del tutto compreso, timoroso di voltarmi per guardarvi e riconoscervi, vivo nel presente. Tanto va così ti accorgi che la vita è una foto di gruppo, molti posano, troppi vivono a contatto con una realtà che non è di casa, si affrettano a prendere decisioni nell''attesa di qualcosa con il rischio che non accada, di qualcuno con il rischio che non ti veda, del motivo che ci accomuna dentro la cornice troppo poco stanchi per dormire. Dentro la cornice si emerge dal profondo fino in superfice per riscoprire un pò com''è che va cosa si dice, niente di nuovo come al solito chi vive per illudersi, chi la fa finita, chi resta in bilico tra mille situazioni che lo compromettono tra mille e più inquilini che lo sfrattano, chi rimane con i piedi a terra, chi resta a bocca aperta per lo stupore per il malumore, pochi volti rassicurano di questi tempi vivo di gratitudine per i momenti che passano di tanto in tanto come un classico che mi rileggo con piacere mentre già pregusto il prossimo, e i tentativi di stare da solo sono falliti salvato dai soliti vecchi amici, si può cenare qui stasera, scatto primi piani eterni per non dimenticarci. Perchè va così ti accorgi che la vita è una foto di gruppo, molti posano, troppi restano a contatto con una realtà che non è di casa, si affrettano a prendere decisioni nell''attesa di qualcosa con il rischio che non accada, di qualcuno con il rischio che non ti veda, del motivo che ci accomuna dentro la cornice ancora troppo stanchi per dormire. Va così ti accorgi che lo scatto è mosso e fuorifuoco ma è troppo tardi per fare uno spreco dei momenti che affronti degli imprevisti che ti tocca vivere pagando in contanti per poter scrivere di di qualcosa con il rischio che non accada, di qualcuno con il rischio che non ti veda, del motivo che ci accomuna dentro la cornice ancora troppo sveglio per dormire."

Foto di gruppo
Bassi Maestro
 
Grazie a cane_sciolto per avermi ricordato questo autore
1月12日

ecco che cosa si prova

"Non ho mai capito tutte quelle idiozie che le donne provengono da Venere e gli uomini da Marte.
E non ho mai capitobperchè gli uomini pensano con la testa mentre le donne con il cuore.
Però... Una notte mia moglie ed io siamo andati a letto.
Abbiamo cominciato ad accarezzarci, massaggiarci, bacini etc, etc...
La questione è che io ero già pronto, ma proprio in quel momento lei mi dice:
"Adesso non ne ho voglia, amore mio. Voglio solo che mi abbracci".
Ed io esclamo:
"CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????"
Al che mi dice le parole magiche di tutte le donne:
"Non sai conneterti con le mie necessità emotive di donna".
Che cazzate... Il punto finale è che quella sera non ci sarebbe stata
nessuna lotta.
Ho messo a posto gli oli afrodisiaci, ho spento le candele, ho tolto il disco di Baglioni
(in quei momenti funziona quasi sempre) ho spento lo stereo ed ho rimesso in frigo lo champagne.
Sono andato a farmi una doccia fredda per vedere se potevo calmare "la bestia" e mi sono messo a guardare
Discovery Channel a tutto volume per non fare dormire la figlia di mia suocera...
Dopo un po' mi sono addormentato.
Il giorno dopo siamo andati al centro commerciale e mi sono messo a guardare orologi mentre lei si provava tre modelli carissimi di Armani.
Come tutte le donne non sapeva decidersi, così le ho detto di prenderli tutti e tre.
A questo punto mi ha detto che le sarebbero servite delle scarpe nuove da mettere con i nuovi vestiti 350 euro al paio.
Le ho detto che andava bene.
Di lì siamo andati nella sezione casual dalla quale ha preso un  piumino ed una borsa di Louis Vuitton.
Era così emozionata! Credo pensasse che fossi diventato pazzo, ma ad ogni modo le ha prese lo stesso.
Mi ha messo, quindi, alla prova chiedendomi un gonnellino corto da tennis.
Non sa neanche correre, figuriamoci giocare a Tennis.
E' rimasta shockata quando le ho detto di comprare tutto ciò che voleva.
Era così eccitata sessualmente dopo tutto questo, ed ha cominciato a chiamarmi con tutti i nomignoli più affettuosi e stupidi che le donne usano.
"Cucciolone mio", "Topolino amoroso" e così via.
Siamo andati alla cassa a pagare.
E' stato qui che, essendoci solo una persona prima di noi, le ho detto:
"No amore mio, credo che in questo momento non ho voglia di comprare tutto questo"...
Se aveste potuto vederle la faccia,diventò pallida quando le ho detto:
"Voglio solo che mi abbracci".
Sembrò quasi che stesse per svenire, le si è paralizzata la parte sinistra del corpo, le è venuto un tic nervoso all'occhio.
A questo punto le ho detto:
"Non sai connetterti con le mie necessità finanziarie di uomo".
 
Mandalo agli uomini perchè si facciano una risata
Mandalo alle donne perchè capiscano cosa si prova"
 
Grazie Marco, mi ha fatto sorridere pur essendo una donna....eheheheheh ^_^
11月22日

Cristoforo Colombo

"Quando è partito, Colombo non sapeva dove stava andando. Quando è tornato, non sapeva dov'era stato. Eppure ha vissuto una grande avventura. Per giunta con soldi presi in prestito. Forse c'è speranza anche per noi"

Frase su un adesivo in una macchina.

9月11日

Perle di saggezza

"L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione "sine qua non" di piccole e intermittenti felicità"
(Eugenio Montale)
 
"La vita non ci dà mai quello che vogliamo nel momento che sembra adatto.
Le avventure arrivano, sì, ma non puntuali"
(E M. Foster)
 
"-Ogni tanto mi chiedo cosa stiamo aspettando...-
Silenzio.
 
-Che sia troppo tardi, madame.-"
(A. Baricco, Oceano Mare)
 
Grazie Almayer
9月9日

Qualunque fiore tu sia

Qualunque fiore tu sia,

quando verra' il tuo tempo, sboccerai.

Prima di allora

una lunga e fredda notte potra' passare.

Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento

Percio' sii paziente verso quanto ti accade

e curati e amati

senza paragonarti

o voler essere un altro fiore,

perche' non esiste fiore migliore di quello

che si apre nella pienezza di cio' che e'.

E quando cio' accadra',

potrai scoprire

che andavi sognando

di essere un fiore

che aveva da fiorire.

6月8日

Registri di classe....Alunni da 4 in condotta!

Me l'hanno spedito qualche gg fa; questi sono "Autentici rapporti di classe e personali registrati sui registri scolastici." o almeno così dicono, bhè certo che se fosse tutto vero dovrei fare l'inchino alla fantasia che hanno sti ragazzi....e sti professori!

E voi che avete combinato di esilarante nel periodo della scuola? Dai allunghiamo un pò la fila di alunni da 4 in condotta di questo registro!

1) L'alunno S. C. lascia l'aula prima dell'orario di uscita dopo aver fotografato la lavagna con il cellulare sostenendo che avrebbe riesaminato la lezione a casa sua.

2) L'alunno A., assente dall'aula dalle ore 12.03,rientra in classe alle ore 12.57 con un nuovo taglio di capelli.

3) Gli alunni M. P. e D. A. dopo aver rubato diversi gessetti dalla lavagna di classe, simulano durante la lezione l'uso di sostanze stupefacenti tramite carte di credito e banconote arrotolate, tentando inoltre di vendere le sopraccitate finte sostanze ai propri compagni. A mia insistente
richiesta di smetterla vengo incitato a provare pure io per non avere così tanti pregiudizi.

4) La classe non mostra rispetto per l'illustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo osceno.

5) L'alunno M. dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori riconsegna il pagellino firmato 2 minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica.

6) Il crocefisso dell'aula è stato rovinato. Il Cristo ora porta la maglia della nazionale.

7) L'alunno A. durante l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all'istituto
che sta dall'altra parte della strada.

8) Dopo aver fatto scena muta durante l'interrogazione di geografia
astronomica V. chiede di avvalersi dell'aiuto del pubblico.

9) L'alunno M. G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato "Ondaaaa energeticaa!!!", emette un rutto notevole che incita la classe al delirio collettivo.

10) Facendo l'appello e notando l'assenza dell'alunno S., mi viene detto dall'alunno C. di non preoccuparmi. Quest'ultimo estrae il portafoglio, lo apre e simulando di parlare ad una terza persona urla"Scotty: teletrasporto!". Con fragorosi effetti sonori fatti con la bocca, l'alunno S. fuoriesce dall'armadio.

11) L'alunno L.P. durante l'ora di educazione fisica insegue le compagne di classe sventolando in aria lo scopino del water.

12) L'alunno L.P. durante la lezione di educazione fisica usa la pertica come simbolo fallico.

13) Si espelle dall'aula l'alunna M. Ilaria perché ha offeso ripetutamente Sabatino Domenica chiamandola Week End.

14) L'alunna B.R. fa sfoggio della sua biancheria intima anciandola sul registro del professore.

15) La classe nonostante i continui richiami del professore continua mperterrita durante le ore di c.t.a. a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l'aria ormai è resa irrespirabile
da tali esalazioni. Si prega di fare nota ai genitori di tale maleducazione.

16) Gli alunni M. e P. incendiano volontariamente le porte dei bagni femminili per costringere le ragazze ad utilizzare il bagno maschile.

17) L'insegnante di latino: "L'alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 minuti al bagno, prendo la porta con un calcio; ha fatto una capriola e ha puntato un'immaginaria pistola verso
l'insegnate dicendo "ti dichiaro in arresto nonnina!"

18) L'alunno giustifica l'assenza del giorno precedente scrivendo "credevo fosse domenica".

19) T., L. e B. chiudono in bagno una loro compagna perché ritenuta da loro un "cesso".

20) Gli alunni B. e B. durante l'ora di italiano compiono irrispettosi esperimenti di balistica usando proiettili di carta e saliva (stoppini) contro il ritratto dell'Onorevole Presidente della Repubblica Ciampi. Si giustificano dicendo di necessitare un bersaglio.

21) L'alunno M.B. sprovvisto di fazzoletti si sente autorizzato a strappare una pagina della Divina Commedia per soffiarsi il naso.

22) P. non svolge i compiti e alla domanda "Per quale motivo?" risponde "Io c'ho una vita da vivere".

23) Liceo Scientifico Copernico di Brescia: "Gli alunni B. e N. simulano un omicidio in classe, il primo si è steso a terra, il secondo disegna la sagoma".

24) L'alunno M. ha fatto l'ennesima scena muta dicendo che risponderà solo in presenza del suo avvocato.

25) Ora di religione: "Si segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe, al suo posto cartello recante le parole "torno subito"".
2月26日

Io muoio a mezzanotte

Preso da un altro Blog in giro per il web, ringrazio per questo racconto che non conoscevo.
 
'Io muoio a mezzanotte'
Ernest Gaither Jr., condannato a morte in America per omicidio, racconta la sua conversione
 
Quando voi leggerete questo, io sarò morto. Ma non vi spaventate di ricevere notizie da un uomo morto. Perché adesso che io comincio questa storia sono molto vivo. 
E’ il 9 settembre 1947, un martedì. Giovedì a Mezzanotte è previsto che io muoia perché colpevole di omicidio.
Stando seduto qui nella mia cella nella prigione di Cook County, io ho pensato molto. Alcuni dei miei pensieri – un avvertimento ai criminali – sono stati pubblicati oggi sul Chicago Tribune in ‘un annotazione rivolta ai tipi duri’. 
Questo pomeriggio io ho letto l’annotazione per un programma radiofonico. Ma quell’annotazione in realtà era solo una parte della mia storia. 
La vera storia, io penso, sta nel fatto che io sono disposto a parlare della morte. Io sono un Negro, ho solamente 23 anni ma io, vedete, sono pronto a morire. Perché? Perché sono pronto a incontrare Dio. Sono veramente felice. Proprio questa settimana, io ho fatto un sogno che porterò con me alla sedia elettrica. Ero sulla strada che porta in Cielo, Gesù era con me. Ma io facevo quattro passi mentre lui ne faceva due. Lui mi ha domandato perché andavo così veloce e io gli ho risposto che ero ansioso di arrivare in Cielo. Poi fui là in cielo, circondato da numerosi angeli.  
Alcuni penseranno che, per un uomo che è entrato in prigione ateo, questo è uno strano discorso, ma io la penso esattamente in questa maniera. Voi comprenderete meglio quando vi dirò come un mattino di buon ora io ho incontrato Dio. 
Ma innanzi tutto gettate uno sguardo sul mio passato. Sette anni fa io ero un rapinatore a mano armata, capo della mia propria gang di tipi duri. Eravamo in otto. Uno era Earle Parks soprannominato ‘Faccina’ perché lui vi avrebbe ucciso con un sorriso sulla sua faccia. Un altro era Charles Jones, conosciuto con il nome di ‘Ragazzo Carino’ perché era un tipo di bell’aspetto. Gli altri erano: Herbert Liggins conosciuto con il nome di ‘Gamba Pazza’ perché aveva una gamba malata. William Lee era chiamato ‘Bill il Selvaggio’, e Charles Hill era conosciuto come ‘Il Ragazzo del Colorado’. Clyde Bradford era così nero che noi lo chiamavamo ‘Azzurro’. ‘Il ‘Conducente’ era Percy Bellmar; noi l’avevamo soprannominato così perché era un buon autista, il mio conducente numero uno. Sono tutti in prigione eccetto Parks che è stato giustiziato per omicidio.  
Essi mi chiamavano ‘Piccolo Gaither, lo Sprecone di Soldi e il Cacciatore di donne’. Io cercavo di fare il ‘pezzo grosso’ ostentando sempre una grossa somma di denaro – alcune volte due o tre biglietti da mille dollari. 
Quando io cominciai a fare tutto ciò, io ero solo un ragazzo. La mia famiglia cercò di mandarmi alla Scuola Domenicale e in chiesa. Più di una volta, essi mi donarono dei soldi perché vi andassi con le mie più giovani sorelle, ma io non ci andai mai. Invece, io facevo loro promettere di non dire niente, e poi correvo al cinema. Io stavo al cinema la maggior parte della giornata e dicevo ai miei genitori che ero andato in chiesa, e loro non si accorgevano di niente.  
Il crimine era dentro di me, e i film che io vedevo mi aiutarono, mi diedero delle idee. Io vi appresi alcune buone informazioni che mi istruirono sul ‘modo di darsi da fare’. Io mi ricordo del giorno in cui vidi il film ‘Ho rubato un milione’. Ero là seduto, desiderando di essere io il tipo che si era procurato il milione. 
Decisi di intraprendere la carriera pugilistica perchè pensai che ero forte e che avrei potuto difendermi. Avrei picchiato sodo, io pensavo. Fui uno dei migliori combattenti della mia classe per un po’ di tempo. Diventai professionista nel 1938 e combattei come peso medio. Io terminai come peso mediomassimo. Il solo uomo a mettermi k. o. fu Jimmy Bovins.  
A 18 anni, io mi ritrovai nella Scuola di Ammaestramento per Ragazzi dello Stato dell’Illinois per rapina a mano armata. Nell’ottobre del 1941, otto di noi fuggirono, ma il mese successivo io mi ritrovai condannato nel penitenziario Joilet. Ebbi l’ergastolo per un omicidio in un parco di Chicago, ma uscii sulla parola nel 1946. Sembrava che ciò doveva essere stata una lezione per me, ma non lo fu.  
Sei mesi dopo che ero fuori, io ero capo di una nuova ‘gang’, questa durò fino al 9 Febbraio scorso. Quella sera tre di noi rapinarono Max Baren, 49 anni, nel suo negozio di liquori situato nella Parte Ovest di Chicago. Baren allungò la mano per prendere una pistola. Io gli urlai di mettere giù la pistola, ma lui faceva sul serio. Io sapevo che sarebbe stato lui o noi. Così io sparai a Barren e lo uccisi. Noi fuggimmo con i soldi, solo 300 dollari in tutto, che più tardi io diedi agli altri ragazzi. Io me ne andai a New York, poi ad Atlanta dove la polizia mi afferrò.  
Qualche settimana più tardi io comparvi davanti ad una corte di Chicago. ‘…. ti condanna a morte ….’, disse severamente il giudice. 
Così andai al Braccio della Morte.  
Non molto tempo dopo che io fui messo dietro le sbarre, il 23 Marzo scorso, una donna della mia stessa razza – la Signora Flora Jones della Chiesa Battista d’Olivet – mi invitò ad assistere ad una riunione evangelica per detenuti. Io in quel momento stavo giocando a carte con altri compagni e gli risi in faccia. ‘Perché?’ Io le dissi, ‘Io non credo neppure che esiste un Dio’. Io mi vantai e continuai a giocare a carte, mentre la donna mi supplicava ancora. A dire il vero, io mi sentivo così colpevole, che non ne volevo sapere niente di Dio neppure se esisteva. E così ignorai quella donna.  
Improvvisamente, qualcosa che lei stava dicendo attirò la mia attenzione: ‘Se tu non credi in Dio’, ella gridò dall’altra parte delle sbarre, ‘Prova soltanto a fare questo piccolo esperimento. Questa sera, prima di andare a dormire, domandaGli di svegliarti a una qualsiasi ora; poi domandaGli di perdonare i tuoi peccati’. Ella aveva una vera fede che si impadronì di me.  
Io non andai alla riunione, ma decisi che avrei provato l’esperimento quella notte. Mentre giacevo sul mio lettino, io mormorai: ‘ Dio, se Tu sei reale, svegliami alle 2 e 45’.
Fuori faceva freddo. Le finestre all’interno erano coperte di brina. Durante le prime ore della notte io dormii profondamente, poi il mio sonno divenne irrequieto. Alla fine io fui ben sveglio. Avevo caldo e sudavo quantunque la cella era fredda. Tutto era calmo, eccetto per il rumore della pesante respirazione di alcuni detenuti e il russare di un uomo che non era lontano. Sentii poi dei passi fuori dalla mia cella; era una guardia che faceva il suo regolare controllo. Mentre egli stava passando, io lo fermai e gli domandai: ‘Che ora è?’.
Egli guardò il suo orologio e disse: ‘Quindici minuti alle tre’.  
‘La stessa cosa che le 2 e 45, vero?’ Domandai, mentre il mio cuore faceva un improvviso balzo.
Il guardiano mugugnò e si allontanò; egli non mi vide scendere ai piedi del mio lettino e cadere in ginocchio.
Non mi ricordo proprio quello che dissi a Dio, ma io so che gli chiesi di avere pietà di me, un malvagio assassino e un peccatore. Quella notte Egli mi salvò, io lo so. Da allora io ho sempre creduto nel suo Figliuolo Gesù.
Io avevo promesso un sacco di botte a un altro detenuto per il giorno successivo. Quel mattino io andai da lui. Egli indietreggiò e mi disse: ‘Io non ho voglia di lottare con te, perché tu eri un pugile’
‘Io non voglio combattere’, gli dissi, ‘sono venuto solo a vederti’. Diversi detenuti si erano riuniti per vederci lottare, ma essi furono delusi.
Ma Dio mi aveva liberato dai miei peccati: ‘Perché dovrei voler lottare?’ Più tardi, corse la voce che io stavo recitando una parte per evitare di andare alla sedia elettrica.
Poi il mio caso passò davanti alla Corte Suprema dell’Illinois, ma essa confermò la condanna di morte. Certo, questo mi scosse un pò, ma io non ho perso la fede in Dio. – Io ora so che Egli verrà con me. Così, voi vedete, io non ho per nulla paura.
Prima di morire, io voglio lasciare un ultimo messaggio per i giovani:
Cominciate a servire il Signore mentre siete giovani, crescete su questa strada, ed essa vi manterrà onesti. Una volta che il crimine si impossessa di voi, è duro smettere. E’ esattamente come con le abitudini di fumare e di bere, una volta che esse si impossessano di voi, voi non potete smettere.
Sì, io sarò morto quando voi leggerete questo, ma per favore ascoltate il mio consiglio: ‘… il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Gesù Cristo nostro Signore’, Romani 6:23. Io ho scoperto che questo è vero. 
 
Oggi 22 Ottobre, il direttore Frank Sain mi ha detto che il governatore Green mi ha accordato un ritardo dell’esecuzione fino al 24 ottobre. Io sono sempre felice e non ho paura di nulla. Io morirò domani, a mezzanotte.
  
Ernest Gaither
Pete Tanis, missionario delle prigioni della Pacific Garden Mission accompagnò Ernest Gaither alla sedia elettrica. Ecco la descrizione delle ultime ore del detenuto: 
Io ero stato autorizzato a entrare nella cella di Ernest circa un ora prima di mezzanotte. L’atmosfera appariva carica. Le guardie che si tenevano attorno alla cella, continuavano a chiacchierare per distogliere il suo pensiero dal viaggio di mezzanotte. Ma le cose che esse dicevano erano forzate e senza alcun senso, come le cose che si dicono quando non si sa che dire.
Quando entrai dentro la sua cella, Ernest mi sorrise e mi salutò. Un cappellano nero gli stava leggendo qualche cosa dalla Bibbia. Egli mi diede il Libro e mi domandò di leggere. Io scelsi il primo capitolo della lettera ai Filippesi. Ernest si piegò in avanti e ascoltò attentamente quando io lessi: "Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno…. Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore" (Versi 21,23).
Questo passaggio biblico assieme al Salmo Ventitreesimo pareva che fossero tra le parti della Bibbia che lui preferiva.
Egli ricevette un grande conforto da questo versetto: "Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei meco. Il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano" (Salmo 23:4). Egli citò questo passaggio a memoria, mentre l’orologio scandiva l’ultima ora della sua vita. Di fuori le guardie ascoltarono in maniera tranquilla, alcuni avevano le lacrime agli occhi.
Alle undici e mezzo circa, noi avemmo una riunione durante la quale noi cantammo dei cantici. Ernest disse che desiderava cantare ‘When the Roll is Called Up Yonder’, e presto i corridoi risuonarono di musica mentre la voce alta da tenore del Negro risuonò al di sopra delle voci stonate delle guardie.
Mentre si smorzavano le ultime melodie di un altro cantico: ‘Just A Little Talk With Jesus’, alcune guardie vennero con delle forbici tosatrici per tagliare i capelli all’uomo con la voce da tenore.
Poco prima di mezzanotte, Ernest pregò: ‘Dio’, cominciò sommessamente, ‘quando io entrai qua la prima volta, io odiavo queste guardie; ma ora, Dio, io le amo - O Dio io amo tutti gli uomini’. Poi egli pregò per quelli che lui aveva fatto soffrire, per sua madre, domandando al Signore di benedirla, e concluse dicendo: ‘E Signore, Io non morirò tramite elettroesecuzione, perché io sto solo andando a sedermi sulla sedia e mi addormenterò’.
Un momento dopo, fu posato sulla sua testa un cappuccio nero, ed egli cominciò a percorrere gli ultimi metri. Da ogni lato stavano delle guardie, ambedue visibilmente nervose. Ernest lo capì.
Erano presenti 75 testimoni quando delle mani insicure legarono con delle cinghie quella figura incappucciata sulla grande sedia nera che era messa in evidenza da un pavimento di acciaio inossidabile.
Poi per due minuti – sembrarono delle ore – un inserviente lavorò in maniera febbrile a un elettrodo difettoso.
Alla fine, a mezzanotte e tre minuti, il primo dei tre colpi elettrici attraversò il corpo di Ernest.
Per mezzanotte e un quarto, erano sfilati cinque medici e uno dopo l’altro confermarono la sua morte.
Ma io sapevo che il vero Ernest Gaither viveva ancora e che era morto soltanto il suo corpo. Mentre lasciavo la prigione, io pensai al versetto che egli amava tanto: ‘Poiché per me vivere è Cristo, e morire guadagno’.
2月2日

Il giorno della Candelora

Il giorno della candelora
dall'inverno siamo fora
ma se piove e tira vento nell'inverno siamo dentro!
10月30日

Il piacere di leggere....

Quando all'autore de Il Postino suona sempre due volte chiesero se non gli sembrava che le varie trsaposizioni cinematografiche avessero massacrato il suo libro,lui si voltò a guardare la copia sullo scaffale e rispose:"mah,non so...l'ultima volta che ho controllato mi sembrava sempre lo stesso"

Quell'uomo è un genio!
8月28日

Alice nel Paese delle Meraviglie

"Nulla sarebbe ciò che è
Perchè tutto sarebbe ciò che non è
Ed anche il contrario - ciò che è, non sarebbe
E ciò che non sarebbe, lo sarebbe
Vedi?
"

Da "Alice nel Paese delle Meraviglie", di Lewis Carroll