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日志


4月21日

H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA

H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia)   -  16 Ottobre 2008 

Mentre nel paese imperversano discussioni sull'eutanasia, grembiulino a
scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi
senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua
pubblica.
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro
Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi
idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un
bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse
che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che
gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai
consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e
carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale
provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.
L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta
mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un
diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per
trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le
prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali
oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro
corpo. Acqua in bocca.
FATE GIRARE : METTETENE A CONOSCENZA PIÙ GENTE CHE POTETE
essere consapevole di quel che accade nel nostro paese non è mai abbastanza.
2月11日

Stato opportunista e spregiudicato

(...)Eluana è un pretesto – sì, l'ho detto, non lo dirò più – per fare affari, per sistemare pratiche, per moltiplicare l'impunità, per dare la spallata definitiva alla giustizia.
Infatti, non è affatto in discussione il salvataggio o meno di una vita che, iniziate le procedure, seguirà il suo corso.
Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco.
E' un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l'idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi al controllo del Parlamento medesimo, io credo che finisce all'istante lo Stato di diritto, finisce all'istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all'istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze.(...continua...)
Marco Travaglio
1月21日

Non dovrebbe essere difficile capire.....

Quando devo andare dal parrucchiere io prendo un appuntamento.
Quando devo andare a fare il tagliando per la macchina prendo un appuntamento.
Quando devo andare dal commercialista prendo un appuntamento.
Allora mi domando.
Quelli che si presentano senza appuntamento e chiedono "disturbo? dovevo prendere un appuntamento? ah guarda solo 5 minuti...."
Ecco queste persone qua, ma quanto sono stronze, ignoranti, cafone!!!!!???? E soprattutto, dove cazzo pensano di vivere????
Oltretutto, cosa pensano che facciamo noi comuni mortali tutto il giorno in ufficio? Ci giriamo i pollici?
No!
Ci grattiamo i maroni?
Nemmeno!
Sembrerà strano, ma noi lavoriamo e non possiamo permetterci di essere disturbati con delle cazzate del tipo "Ti ho portato una cosuccia da aggiornare nel sito....è semplice ma vorrei spiegartela......"
Non me ne frega una minkia di cosa mi vuoi spiegare, ne ho altre mille prima di te e Cazzo mandamela per email e smetti di farmi perder tempo coglione!
 
Io odio chi pensa di non disturbare quando si presenta in un ambiente di lavoro senza appuntamento. Ed odio ancora di più coloro che credono sia un loro diritto venire a rompere i coglioni a qualsiasi ora per cose che potevano essere spiegate semplicemente per email o per fax.
 
Avete rotto i coglioni.
1月11日

Annozero Marco Travaglio - I Ladri - 11/12/2008 De Magistris appalti Calabria Sicilia

 
11月4日

La ragazza che saltava nel tempo

 
 
di: Mamoru Hosoda del 2006
con: Riisa Naka, Takuya Ishida, Mitsutaka Itakura, Ayami Kakiuchi, Mitsuki Tanimura, Sachie Hara, Yuki Sekido.
 
Prodotto in Giappone.
Durata: 98 minuti.
 
Trama
La vita ordinaria di Makoto Konno viene turbata da un inaspettato potere: quello di “viaggiare” indietro nel tempo a suo piacimento a seconda della forza con cui salta nello spazio. Makoto inizia ben presto a sfruttare questo potere con troppa disinvoltura tanto da ricorrere al “viaggio nel tempo” per rincorrere e prevenire i piccoli incidenti quotidiani. Questo gioco incosciente lascia però pian piano intravedere l’importanza di ogni singolo istante della vita, da non sprecare ingenuamente proprio perché imprevedibile.
 
L'ho preso alla fiera ma ancora non l'ho visionato, mi dicono sia un capolavoro.... qualcuno di voi può darmi conferma?

Appleseed - the movie

Film Giappone 2004

Titolo Originale: Appleseed
Nazione: Giappone
Genere: Anime
Durata: 105 min.
Regia: Shinji Aramaki
Contenuti Speciali: La Nascita del live anime in 3D, Design archives, Galleria di Immagini, Video del singolo “Dive for you” dei Boom Boom Satellites, Trailer originali, Original Soundtrack spot, Commento audio del regista e del produttore film
Audio: Ita 5.1-Ita 2.0-Giap 2.0

Trama:
La città di Olympus è una vera e propria utopia. La razza Umana vive in pace grazie all’aiuto dei Bioroid, esseri del tutto simili agli uomini ma creati artificialmente. Questo almeno all’apparenza: in realtà c’è un crescente numero di Umani che mal sopporta i Bioroid e la loro sempre maggiore importanza all’interno della società. L’arrivo in città di Deunan Knute, una giovane combattente famosa per le sue abilità in nelle zone di guerra, altera definitivamente gli equilibri!

FAVOLOSO!!!!! LA COLONNA SONORA SPACCA! LA GRAFICA è ALLUCINANTE E LA TRAMA è AVVINCENTE! IN SOSTANZA DA NON PERDERE!

Curiosità:
APPLESEED è un film realizzato interamente in cell shading, un tipo di computer graphic molto simile all’animazione tradizionale, capace di creare delle scene incredibili e realistiche. Il regista Shini Aramaki e il suo staff hanno realizzato un vero gioiello, impreziosito anche da una colonna sonora che presenta artisti di fama mondiale come i Boom Boom Satellites, Paul Oakenfold, Basement Jaxx e il grande Ryuichi Sakamoto.

Appleseed Conflict
 

10月29日

LUCCA COMIX&GAMES

Vi aspetto numerosi all'attesissimo evento annuale di tutti gli amanti del fumetto, del manga, degli anime e dei games in generale!

LUCCA COMIX&GAMES dal 30 ottobre al 2 novembre 2008
http://www.luccacomicsandgames.com/

Io lavorerò nel solito stand di gadgets nel padiglione games, fra i  costumi medievali e i giochi di ruolo!

Venite a salutarmi!!!!!!1
^__^

10月10日

Fratello Orso

Fratello Orso, Sorella Luna, Carnefice uomo. L’agente Smith di Matrix descriveva l'uomo come un virus. Sapeva quello che diceva. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro.
Gli Orsi della Luna vengono immobilizzati in una piccola gabbia per vent’anni, la durata della loro vita. Ogni giorno, due volte al giorno, viene estratta la bile dalle loro carni per medicinali, bibite e shampoo. Il dolore che subiscono è così tremendo che gli Orsi cercano di suicidarsi. Per impedirlo gli vengono strappati gli artigli e segati i denti. 10.000 Orsi della Luna sono torturati in Cina, in Corea e in Vietnam. Ho visto un filmato integrale delle torture e sono stato male, volevo spegnere il pc, ma sono arrivato fino in fondo. Almeno questo lo dovevo a fratello Orso.
Jill Robinson, una signora inglese, sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna con l’organizzazione AAF. Aiutiamola attraverso il suo sito. Intervisterò Jill per il blog nei prossimi giorni per conoscere i prodotti che contengono la bile e gli indirizzi dei luoghi dove avvengono le torture. Li pubblicherò e adotterò un Orso della Luna come mascotte del blog. Leggete la lettera di Carmen di AAF.

“Avete mai sentito parlare di luoghi chiamati “fattorie della bile
” situati in Cina, Corea e Vietnam e dell’atroce destino degli Orsi della Luna? Questi meravigliosi animali, dopo essere stati catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, sono imprigionati e torturati per una pratica di tale crudeltà da tollerare pochi confronti. Prigionieri in gabbie piccolissime, non più grandi del loro corpo, gabbie che impediscono qualsiasi movimento, che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, circa 10.000 orsi vengono “munti” due volte al giorno per la dolorosissima estrazione della loro bile attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati nella loro cistifellea. Anticamente l’orso veniva ucciso e la sua bile usata nella medicina tradizionale cinese. Negli anni ’70 l’orso, considerato specie protetta perché in via di estinzione, viene imprigionato a vita ottenendo una produzione di bile infinitamente superiore. Oggi la sua bile può essere completamente sostituita da alternative erboristiche e di sintesi più economiche ed efficaci. Il mercato ne dispone in eccesso e, per esaurire le scorte, i produttori la utilizzano anche nella preparazione di bibite e shampoo! Queste creature subiscono sofferenze inenarrabili, le loro membra si atrofizzano un po’ alla volta per l’immobilità assoluta e con un'agonia che può durare anche vent’anni, subiscono tali torture ogni giorno, dopo anno fino a morire per tumori o infezioni croniche prodotte dai cateteri conficcati nella carne. Altri non ce la fanno: le infezioni, la sofferenza psichica, le malformazioni ossee date dalla pressione delle sbarre, le piaghe da decubito, la denutrizione li uccidono più rapidamente … Ma la maggioranza di questi animali, molto resistenti, sopravvive per decenni a questa inaudita tortura. Molti orsi vorrebbero porre fine alle atroci sofferenze suicidandosi, ma ciò gli viene impedito, segandogli i denti, strappandogli gli artigli, lasciando loro solo la possibilità d’impazzire a vita.
Il salvataggio degli orsi inizia nel 1993 quando una coraggiosa donna inglese di nome Jill Robinson si recò a visitare uno di quei luoghi. Nel 1998 nasce AAF-
ANIMALS ASIA FOUNDATION per porre fine a questa pratica crudele e nel 1999 viene aperto il Centro di recupero per gli orsi salvati, dove lo staff di AAF ridà la gioia di vivere a questi animali martoriati. Oggi gli orsi liberati sono più di 280. La conoscenza delle torture a cui sono sottoposti gli Orsi della Luna commuove, suscita sdegno e smuove le coscienze. Con la sua associazione Jill sta tutt’oggi trattando con il governo cinese per ottenere il risultato massimo: la chiusura definitiva di ogni singola fattoria della bile. Jill e AAF possono combattere la loro battaglia unicamente grazie alle donazioni che provengono da tutte le parti del mondo.” Carmen
AAF – UK Tel.+44-1579-347148, ITALIA Gruppi Supporto - Tel. +39-010-2541998

Ma perché le donne in tv urlano così?

"Sono tutte uguali: Ventura, D’Amico perfino Luxuria. Il video è fatiscente"
ALESSANDRA COMAZZI
TORINO
È d’accordo anche lei, signor Vaime, sulla bruttezza della tv? O dirlo è solo l’ultima moda scatenata dalla potenza comunicativa di Fiorello? «Ma quale moda. Fiorello ha ragione e fa bene a starne fuori: il suo talento non può che giovarsene. Io trovo la tv fatiscente, quando non putrescente». Perbacco, che giudizi. Ma Enrico Vaime, dall’alto dei suoi 200 programmi realizzati, tra cui Quelli della domenica, alcune Canzonissime, Tante scuse, per non parlare dei libri e di musical, sente di poterseli permettere. Lui che entrò in Rai nel 1960, vincendo uno di quei mitici concorsi che poi non si fecero più. Da tempo conduce Black out su Radio2Rai e, su La7, Anni luce e la rubrica di Omnibus, Traffico & Traffici.

E dunque, perché fatiscente?
«Perché è fatta da chi non la sa fare. Basta passare di lì e si diventa popolari. È fatiscente perché noi autori non abbiamo avuto la forza di difendere la nostra professionalità. Perché abbiamo consentito che imperassero i format. Perché la politica ha creato uno sconquasso, trasformando i committenti in meri esecutori di volontà, politiche per l’appunto, o di mercato».

Colpa delle tv commerciali o dalla Rai?
«La tv commerciale ha massacrato il mezzo, considerandolo come un qualcosa da sfruttare, che non deve migliorare la gente ma far vendere saponette. Però, che siano commerciali le emittenti private è meno grave; che lo sia la Rai è gravissimo. È come se la Chiesa facesse concorrenza al circo. Anche se, a ben pensarci, talvolta la fa. Il povero Popper, che auspicava una sorta di “patente" per la tv, se avesse visto come andava a finire avrebbe scritto altro».

In che modo è cambiata la committenza?
«Quando ho cominciato io i committenti erano Sergio Pugliese, Peppino Patroni Griffi, Dudù La Capria, Aldo Nicolai, Fulvio Palmieri, tutte persone che conoscevano l’arte e il suo stato. Poi scalzati da prigionieri catturati durante le retate nelle sagrestie e nelle segreterie dei partiti e fatti lavorare in tv, senza nemmeno cercare i migliori. I dirigenti Rai un tempo guardavano il programma e ti dicevano subito se funzionava o no. Adesso tutti aspettano i risultati Auditel».

Non c’è spesso Del Noce, ormai ex direttore di Raiuno, seduto in prima fila?
«Del Noce è un caso umano, che ci vuole fare? Era un bravo giornalista, poi è stato preso di peso dalla politica e messo a fare un altro mestiere. È capitato a tanti. Stando nei nuovi posti, qualcosa acquisiscono: a quel punto li spostano. Una volta le idee si comunicavano ai dirigenti; si discuteva e si arrivava al programma. Adesso, quand’anche un autore avesse qualcosa in mente, non sa neppure a chi dirlo. Sono i produttori esterni che trattano con la Rai: ma niente hanno a che spartire con la Rai, se non il malloppo».

Anche se arrivano dall’esterno, non potrebbero essere programmi buoni?
«Se li sapessero fare. E li sapessero scegliere».

Il pubblico generalista diminuisce, però ce n’è sempre tanto. La quantità non dimostra che i dirigenti attuali hanno ragione?
«Non è vero che i programmi sono così perché li vuole la gente. Non è vero che la tv la fa il pubblico. La gente vorrebbe di meglio e, non trovandolo, si rassegna. Nessuno rischia, c’è paura di sbagliare. Con il format sembra di rischiare meno: questo programma ha funzionato in Lussemburgo... Capirai!»

Lei che cosa guarda?
«A volte mi impegno per seguire un varietà. Spesso mi addormento durante i titoli di testa, quando vedo sette autori che lavorano sul format. La Clerici ci ha messo anche il suo fidanzato. D’altronde, perché lo devono fare solo gli uomini?»

E davanti a che cosa non si addormenta?
«Guardo i tg e le trasmissioni giornalistiche. Le quali, checché se ne dica, sono ancora quelle fatte meglio. Sono sopportabili. Poi seguo Fazio».

Che cosa non sopporta?
«I programmi con intenzioni pedagogiche, sociali, Il treno dei desideri. La tv intesa come una befana dispensatrice di tranquillità e di bontà. Questa è una mascalzonata. La tv potrebbe fare del bene informando. E non lo fa».

Carràmba?
«Mi viene voglia di vedere se fuori ci sono ancora i tedeschi. Brava la Carrà, per carità, però, mamma mia che roba vecchia».

Zelig?
«Ormai racconta solo barzellette, nonostante Gino & Michele siano due professionisti veri».

Paolo Bonolis?
«Un grande talento. Forte. È ondivago e non deve avere un buon carattere ma è il più televisivo di tutti, anche più di Fiorello».

Le donne?
«Avere la Cortellesi e non farle fare una prima serata è una follia. È una follia non aver lasciato emergere i talenti femminili. In tv le donne sono tutte uguali, anche Luxuria sembra una donna. Quelle che ci sono urlano, dappertutto, la Ventura, la D’Amico».

I reality?
«Fanno perdere la dignità. Ma forse siamo proprio così come ne veniamo fuori. Questo mi innervosisce».

E lei, Vaime, lo farebbe ancora un programma in prima serata?
«Dovrebbe essere un varietà di un’ora, a dimensione umana. Ma forse no, non lo farei. Sa, io sono uno che dice sempre la verità. Anche a costo di mentire».
10月9日

I Figli della Libertà

NON HANNO ANCORA VENTANNI. Si chiamano Claude, Charles, Boris, Damira, Marius, Rosine, Jeannot. Sono spagnoli, polacchi, italiani, rumeni. Hanno la pancia vuota e la testa piena dei sogni e delle inquietudini dell'adolescenza. Nella Francia occupata della Seconda guerra mondiale vivono nell'ombra e nella paura, esuli, orfani e perseguitati in un mondo caduto preda della barbarie e della violenza. Sono i ragazzi della 35a brigata, i figli della libertà. Questa è la loro storia, la Storia di tutti noi. E fatta del loro coraggio e della loro incoscienza, dei loro amori e delle loro avventure, della loro fame di futuro e giustizia. E del sacrifìcio di quanti hanno saputo sfidare la morte per affermare il diritto di ognuno a esistere e amare.

In un romanzo terso e commovente Mare Levy fa rivivere la straordinaria epopea di suo padre Raymond e dei suoi compagni. Celebrando, con la fede assoluta nella purezza dei sentimenti che da sempre vive nella sua scrittura, il senso universale di una storia d'amore che attraversa le generazioni.


Marc Levy è nato nel 1961 in Francia. Dopo aver diretto per anni uno studio di architettura tra Parigi e New York, è ora scrittore a tempo pieno. Quando non è impegnato a scrivere si dedica alla sua altra passione: il cinema. È al lavoro su due sceneggiature e intende dedicarsi presto alla regia. È autore di Se solo fosse vero, da cui è stato tratto l’omonimo film di prossima uscita in Italia, Dove sei?, Sette giorni per l’eternità, La prossima volta e Lo sparo pubblicati in Italia da Corbaccio. L’autore vive a Londra con il figlio Louis.
9月8日

Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.

Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici
affinchè il nostro pianeta possa 'respirare'.
Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima.
Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
Stiamo 10 minuti nell'oscurità , prendiamo una candela e semplicemente
fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira. Ricordate che
l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa
di veramente grande.
gira la mail, se hai amici che vivono in altri paesi fai girare loro la notizia .
Diffondete! :-)

SIFEST.EU

 
 
12/13/14 SETTEMBRE 2008

Belpietro: «Libero» di incassare dallo Stato

Un paio di numeri fa mi sono occupato del finanziamento pubblico ai giornali di partito, che in 7 anni è costato alle casse dello Stato più di 1 miliardo di euro. Nell’articolo me la prendevo in particolare con quei quotidiani fantasma che vendono 1.000 copie ma incassano 2 milioni di euro. Un paio di righe dell’articolo erano dedicate anche alle testate che di partito non sono, ma che ricevono comunque fondi dallo Stato, e fra queste segnalavo Avvenire e Libero. Pur essendo uno dei più forti percipienti (39 milioni in 7 anni, fonte: presidenza del Consiglio), al giornale di Vittorio Feltri non riservavo alcuna critica. Ma, evidentemente, anche la semplice citazione ha infastidito l’amico, il quale ha reagito piccato, dandomi del bugiardo. La mia colpa? Avrei omesso di dire che Panorama e la Mondadori per i loro abbonamenti godono di tariffe postali agevolate. Feltri si chiede retoricamente che differenza ci sia fra lui e noi.

Lo spiego subito. Il direttore di Libero gioca sulla scarsa conoscenza della legge sull’editoria. Da molti anni esiste una norma che riconosce ai giornali uno sconto sulle tariffe postali. È un provvedimento adottato da tutti i paesi europei e che mira a favorire la lettura e gli abbonamenti. Distribuire costa e gli editori tagliano le diffusioni concentrandosi sulle edicole dove si vende di più e dove arrivare costa di meno. Incentivando gli abbonamenti si consente a chiunque e con minor spesa di ricevere ciò che desidera. Allo sconto hanno diritto tutti i giornali, dunque anche Libero, se non fosse favorito da un privilegio di cui dirò in seguito. Panorama beneficia della tariffa agevolata e per ognuna delle 220 mila copie che spedisce paga 0,36 centesimi, che sono pochi in meno rispetto a quelli versati nei paesi europei per analoghi servizi. Panorama e la Mondadori non incassano 1 euro, semmai i soldi li prendono le Poste, sulla base di una trattativa che fanno con la presidenza del Consiglio. Si può discutere la tariffa agevolata, la si può criticare e perfino abolire, ma si tratta di un aiuto simile a quelli riservati a comparti giudicati utili, per esempio l’autotrasporto o l’agricoltura, cui lo Stato garantisce sgravi o crediti d’imposta, senza distinzioni d’impresa. È insomma un sistema pulito, che non altera la concorrenza, simile agli sconti per chi installa finestre a risparmio energetico o pannelli solari.

Ciò di cui godono i giornali di partito è invece ben diverso. Si tratta di un finanziamento basato sulle spese e che prevede un contributo a piè di lista dell’ordine del 60-70 per cento. In pratica questi quotidiani più spendono e più ricevono. Più copie tirano, anche se non le vendono, e più incassano. Possono perfino permettersi un supplemento, tanto paga Pantalone. Lo Stato è per loro un socio di maggioranza che non ha diritto di voto, ma cui tocca contribuire per due terzi alla spesa. Un sistema chiuso, di cui pochi godono. Per ottenere i quattrini, il giornale deve infatti far capo a un gruppo parlamentare, a un movimento politico o a una cooperativa. Questo è il fondo da cui Libero attinge quasi 8 milioni di euro l’anno (dato riferito al 2006), chiaro? A questo punto qualcuno si domanderà che cosa c’entri il quotidiano di Feltri con i giornali di partito. Niente. C’entra solo per via di un furbo espediente escogitato 8 anni fa, quando Libero fu fondato. Siccome nessun editore era disposto a metterci troppi soldi e Feltri non intendeva rischiare i suoi, qualcuno si ricordò che esisteva un bollettino mensile del Movimento monarchico italiano, Opinioni nuove, registrato fin dal 1964 presso il tribunale di Bolzano. Il periodico era l’organo di un gruppo di amici, quattro gatti, che usciva quando e come poteva, ma riceveva un contributo di 20 milioni di lire l’anno dallo Stato. L’editore di Libero chiese ai monarchici di prendere in affitto la testata in cambio di 100 milioni di lire: un affare per i nostalgici del re, ma soprattutto per Feltri e i suoi, i quali s’inventarono una specie di supplemento quotidiano di Opinioni nuove. In grande si leggeva Libero, in piccolo, ma con la lente d’ingrandimento, la testata del Mmi, quella che aveva diritto ai contributi di Stato. L’Espresso se ne accorse e chiese lumi a Feltri, il quale giurò che avrebbe rinunciato ai finanziamenti. Una promessa dimenticata in fretta, perché appena un anno dopo, compreso che la testata Opinioni nuove era una gallina dalle uova d’oro, Libero chiese ai monarchici di comprarla per 500 milioni di lire. Agli orfani di Casa Savoia parve di sognare: il loro giornalino si rivelava il miglior investimento mai fatto. Perciò si affrettarono a vendere e a investire il ricavato in alcuni negozi a Bolzano. In realtà, il miglior investimento lo ha fatto Libero: chi di voi non pagherebbe 500 milioni di lire una tantum per poi incassare in 7 anni quasi 40 milioni di euro e chissà quanti altri nel futuro? Certo, bisogna riconoscere che, a differenza di altre imprese consimili, almeno quei soldi sono serviti a far nascere un giornale importante. A Feltri va dunque dato atto di aver fatto qualcosa di utile. Ma non deve arrabbiarsi se sorrido di fronte alla sua arrampicata sugli specchi per giustificare il finanziamento pubblico. È uno stile libero che non gli si addice.

  • maurizio.belpietro
  • Venerdì 29 Agosto 2008
  • http://blog.panorama.it/opinioni/2008/08/29/belpietro-%C2%ABlibero%C2%BB-di-incassare-dallo-stato/
  • 8月28日

    L’opinione pubblica è morta

    "In Italia  l'opposizione non esiste più ma c'è un altro fenomeno ancora peggiore:
    non c'è più un'opinione pubblica.
    Il dominio di Berlusconi sulle reti televisive ha spostato e devastato il modo di pensare degli italiani".


    Nanni Moretti

    8月20日

    Marco Travaglio - Arresti di prima classe

    Ora d'aria - l'Unità, 12 agosto 2008

    Poniamo che arrestino un tizio, uno sconosciuto che non è Vip e non haamici Vip, con l'accusa di aver rubato 6 milioni di euro allacollettività rapinando una banca o rubando nelle ville. E che poi loscarcerino dopo 28 giorni. Giornali e tg sarebbero pieni di commentiindignati di politici e opinionisti contro l'ennesima "scarcerazionefacile". "Rubò 6 milioni, già a casa". "La polizia li mette dentro, igiudici li mettono fuori". "Alfano, ispettori contro le toghebuoniste". "Pdl e Pd uniti: tolleranza zero contro ladri erapinatori". Difficilmente a qualcuno verrebbe in mente che il tizio èsolo un sospetto rapinatore e che in Italia vige la presunzione di noncolpevolezza.

    Poniamo invece che il tizio accusato di aver sottratto 6 milioni alprossimo sia un politico sospettato di mazzette sulla sanità. Piùprecisamente un governatore, magari dell'Abruzzo. Ieri ha ottenuto idomiciliari dopo 28 giorni di carcere per cessato pericolo diinquinamento probatorio (ma non di reiterazione del reato). A nessunoè venuto in mente di gridare alla scarcerazione facile, di protestareperché è uscito dopo "appena 28 giorni". Anzi, qui "facili" erano lemanette. Quei 28 giorni sono parsi eccessivi a chiunque si siaespresso sul caso. Parve eccessivo anche il primo giorno di custodia,tant'è che un minuto dopo lo scattare delle manette era già tutto uncoro: "Era proprio necessario arrestarlo?". Eppure, per laCostituzione e la legge, tra il tizio e Del Turco non c'è alcunadifferenza: entrambi sono sospettati di aver derubato la cittadinanzadella stessa somma, entrambi devono restare in cella per un po' ondeevitare che concordino versioni di comodo con testimoni e coindagati.Possibile, allora, che politici e media li trattino in modi cosìdiversi, anzi opposti? L'unica spiegazione è il razzismo sociale che èvenuto montando in Italia, creando una Costituzione materiale cheritiene intoccabili "a prescindere" i membri della Casta, in barba alprincipio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

    Se il tizio accusato di aver rubato 6 milioni avesse ricevuto incarcere decine di visite di parlamentari e membri (o ex) del governo,di destra e di sinistra, alcuni dei quali latori di pizzini inviati daaltri politici, compreso il premier, tutti graniticamente convintidella sua innocenza (e della colpevolezza dei giudici), la notiziaavrebbe destato enorme scalpore. Tutti si sarebbero domandati a chetitolo tanti politici (ammesso e non concesso che li avessero fattientrare) solidarizzassero in cella con un signore sospettato di reatitanto gravi e cos'avessero da spartire con uno così. Invece ilpellegrinaggio di amici e colleghi nella cella di Del Turco(ufficialmente "in isolamento"!) è passata come una normale, quasidoverosa testimonianza di solidarietà all'illustre recluso. Anzi, èbastato che Veltroni manifestasse la sua fiducia nella magistratura,evitando di emettere sentenze che non gli competono, per esser bollatodi "ipocrisia" e "antisocialismo".

    Ieri, sul Corriere, Pigi Battista ha fornito un catalogo completo delrazzismo sociale applicato alla giustizia, in un memorabile commentodal titolo "E se Del Turco fosse innocente?". Il prode Pigi lacrimaperché Del Turco fu "prelevato dalla sua casa all'alba, come ilpeggiore dei malfattori". Frase rivelatrice quant'altre mai deldoppiopesismo classista di cui sopra: se non ne ricorrono ipresupposti di legge, non si arresta né all'alba né al tramonto, néprima né dopo i pasti; ma, se i presupposti ci sono, allora l'orario ele modalità dell'arresto sono del tutto secondari rispetto ai fattiche l'hanno originato. Invece, per tutti i Battista d'Italia, i"signori" - se proprio si vuole arrestarli - meritano le manette diprima classe, quelle di velluto, possibilmente precedute da unatelefonata di cortesia. Infatti Pigi chiede addirittura unrisarcimento per Del Turco, scarcerato - a suo dire - "con 48 ore diritardo causa introvabilità del gip", rientrato ieri dalle ferie peresaminare l'ok dato sabato dalla Procura ai domiciliari. In realtà nonc'è stato alcun ritardo, visto che il gip aveva 5 giorni di tempo perrispondere ai pm e ne ha impiegati solo 2.

    Seguono le solite giaculatorie sulla "presunzione di innocenza", chenon c'entra nulla: la custodia cautelare riguarda sempre i "presuntinon colpevoli", altrimenti non sarebbe cautelare, ma definitiva. Incarcere ci sono 30 mila persone nelle condizioni di Del Turco, manaturalmente Battista si muove solo per Del Turco. E lo paragonaaddirittura a Enzo Tortora sol perché non s'è ancora scoperto "dovesono andati a finire i proventi" delle presunte mazzette. Ci sarebbepure la possibilità, sostenuta dai pm, che i soldi siano finiti inalcuni immobili e/o in qualche conto cifrato nei paradisi fiscali. Malo Sherlock Holmes di Via Solferino non sente ragioni: se uno - putacaso - nasconde bene la refurtiva, vuol dire che è innocente.Attendiamo con ansia un editoriale dal titolo rovesciato: "E se DelTurco fosse colpevole?". Cioè se fosse come Craxi, come Contrada, comeMambro e Fioravanti, per citare solo alcuni dei condannati definitiviche Battista e il Corriere continuano a trattare da innocenti. Comepure i 18 pregiudicati, da Dell'Utri in giù, che popolano ilParlamento. Ecco: se Del Turco fosse colpevole, sarebbe innocente lostesso.

    7月16日

    dove si butta l'olio? lezioni di raccolta differenziata

    Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa?
    Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo,  buttiamo l'olio  usato nel lavandino della cucina o in qualche scarico, vero?
    Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere.

    Perchè lo facciamo?
    Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.

    Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocare l'olio usato in bottiglie di plastica, o barattoli di vetro, chiuderli e metterli nella spazzatura.
    UN LITRO DI OLIO rende non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.

    Se poi siete così volenterosi di conferirlo ad una ricicleria pubblica ancora meglio, diventerà biodiesel o combustibile.

    Se tu scegli di inviare questa e-mail tuoi amici, l'ambiente ti sarà molto riconoscente!
    7月15日

    il mio capo.....

    Questa l'email ricevuta oggi dal mio capo mandata alle sue dipendenti.....:
     
    > COMUNICATO SINDACALE
    >
    > Io, il PENE, rivendico un congruo adeguamento economico e normativo per le
    > seguenti motivazioni:
    >
    > 1. Lavoro impiegandomi fisicamente.
    > 2. Lavoro in profondità.
    > 3. Lavoro in un posto umido.
    > 4. Lavoro in un ambiente buio e senza aria condizionata.
    > 5. Lavoro ad alte temperature.
    > 6. Lavoro a rischio di malattie infettive.
    > 7. Lavoro con la testa.
    > 8. Lavoro soprattutto di notte senza il pagamento degli straordinari.
    > 9. Lavoro anche nei week-end senza il riposo compensativo.
    >
    >
    > REPLICA DELL'AZIENDA
    >
    > L'Azienda non riconosce la validità delle richieste formulate poiché, da
    > un attento controllo di gestione, risulta che il succitato PENE:
    >
    > 1. Non lavora per otto ore consecutive, comunque MAI quanto sarebbe
    > opportuno.
    > 2. Si addormenta spesso sul posto di lavoro dopo una
    > breve attività lavorativa.
    > 3. Si riposa molto fra un lavoro e l'altro.
    > 4. Non mantiene il posto di lavoro pulito al termine della sua attività.
    > 5. Non ha iniziativa, per farlo lavorare seriamente bisogna stimolarlo.
    > 6. Difficilmente accetta di fare un secondo turno consecutivo.
    > 7. A volte lascia il posto di lavoro prima di aver concluso la sua
    > attività.
    > 8. Non sempre obbedisce alle esigenze dei superiori.
    > 9. Non sempre è fedele al suo posto di lavoro ma, a volte, svolge intensa
    > attività con la concorrenza.
    > 10. Inoltre, lo si vede entrare ed uscire continuamente dal suo posto di
    > lavoro trascinando due borse
    > sospette.
    >
    >
    >